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Cultura
 










Victor Hugo


"E quelle due anime, tragiche sorelle, spiccarono assieme il volo, l'ombra dell'una confusa alla luce dell'altra."

Da "Novantatrè" di Victor Hugo




Il piu grande compositore di tutti i tempi:
Modest Mousorskij








Willy Brandt


30 settembre 2009

Una vicenda assurda: il caso Polanski.

Negli ultimi giorni i giornali di tutto il mondo hanno pubblicato una vicenda curiosa: il famoso regista francese Roman Polanski è stato arrestato in Svizzera per un reato compiuto 30 anni fa.
Il reato in questione è un rapporto sessuale avuto con una minorenne in California non lontano dall'abitazione di Jack Nicholson che col regista aveva girato "Chinatown" nel 1974.
Tutto il mondo del cinema si è schierato in difesa del regista, altri invece hanno ritenuto, forse giustamente, ingiustificabile il comportamento di Polanski tre decadi fa.
Personalmente vorrei concentrarmi su un aspetto della vicenda: è noto che Polanski dopo essere stato incriminato per la vicenda non si è mai recato per trent'anni negli Stati Uniti dove sarebbe stato subito arrestato. Nel 2002 vinse il premio Oscar per "Il pianista" ma non ritirò il premio per evitare l'arresto.
Ora io mi pongo le seguenti domande: ma nell'arco degli ultimi 30 anni Polanski non si è mai recato in Svizzera? In caso contrario non avrebbero dovuto arrestarlo subito? La Svizzera rappresenta gli interessi statunitensi in Europa anche dal punto di vista giuridico? Una situazione analoga non la svolge l'ambasciata svizzera a Teheran? C'è un legame tra l'accordo governo americano-Ubs per la consegna della lista di possibili contribuenti "nascosti" nello stato elvetico e questa torbida vicenda?
Cerco risposte da tutti voi.



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15 agosto 2009

Lettura gotica (e agostana).

Il periodo estivo mi ha sempre portato a fare una serie di letture che causano il cosiddetto “staccamento della spina”. E’ una cosa dovuta per distrarsi dalle vicende del resto dell’anno. Appunto per questo ho avuto il singolare coraggio di leggere il romanzo “Il monaco” di Matthew G. Lewis. E’ un romanzo che effettivamente ha per me una storia particolare: studiato in quarto ginnasio, nel corso degli anni ho avuto modo di sfogliare qualche edizione, fino a quando non mi sono deciso a comprarlo (qualche mese fa) e leggerlo. E’ il primo romanzo del genere definito “gotico”. L’autore, che scrisse il testo nel 1796 alla mia stessa età di adesso, veniva da una ricca famiglia inglese e aveva avuto modo di studiare a Weimar. Da qui i suoi studi sul gotico. Il romanzo è un insieme di eventi tragici, fantastici e crudeli. E’ sostanzialmente un libro che tratta di due storie parallele che alla fine si intrecciano (qui effettivamente Lewis anticipa una certa narrativa francese): da una parte assistiamo alla miserabile caduta di Ambrosio, monaco madrileno in odore di santità, che verrà traviato da una “femme fatale”. Dall’altra la storia di due nobili cittadini che per coronare il loro sogno d’amore sono costretti a vivere esperienze allucinanti e a tratti sovraumane. Non mancano cattiverie inenarrabili, violenza e rapporti incestuosi. Come dice la postfazione di Samuel Taylor Coleridge “una madre con un figlio che ha in mano questo libro, dovrebbe seriamente preoccuparsi”. Valutando che ho oramai un’età dove certe cose preoccupano un po meno, mi sono concesso il lusso di vivere qualche momento di sano sadismo, leggendo comunque un testo che è molto interessante nel descrivere lo sfascio di un’epoca che risente delle nuove rivoluzione europee dell’800. Se non siete ipersensibili, si tratta di una lettura alternativa interessante. Dello stesso genere esiste anche “Il castello d’Otranto” di Horace Walpole (figlio di Robert!) di ambientazione italiana (notare: entrambi si svolgono in paesi latini e cattolici. Non è un caso). Anche questo libro studiato in quarto ginnasio e anche questo comprato qualche mese fa.

Spero di leggerlo a breve.


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23 luglio 2009

Praga magica.

Ho appena finito di leggere il libro del 1973 del professor Angela Maria Ripellino “Praga magica”.

L’autore, che fu un famoso professore di letteratura russa, innamorato anche della cultura e della letteratura ceca rende il miglior omaggio possibile alla città boema che tanto amava.

Il libro infatti è un insieme di aneddoti, storie, leggende o semplici appunti di viaggio sulla storia di una delle città più belle e misteriose del mondo.

Una città che nel corso dei secoli, questo è un pò il filo di tutta la storia, ha affrontato cocenti delusioni: dalla sconfitta nella prima fase della guerra dei trent’anni con la sconfitta dei boemi alla Montagna Bianca, passando poi per la prima guerra mondiale dove si trovò suo malgrado a combattere per la famiglia Asburgo pur non amando la monarchia viennese, e che si conclude con la tragedia dell’invasione nazista (avallata dall’ignavia franco-britannica del trattato di Monaco) e dalla repressa primavera praghese sotto i carri armati dell’Armata Rossa.

Del resto, questo emerge dal testo, già da tempo molte persone, maghi e chiromanti, aveva profetizzato un triste destino, culminato nella sua distruzione, per la città vlatvina.

Ma il libro ci narra anche del periodo forse più importante della città: sotto l’imperatore Rodolfo II Praga divenne capitale del Sacro Romano Impero. E vai con astrologi, maghi, ma anche pittori (basti pensare all’Arcimboldo) e scienziati.

L’autore si concentra tra l’altro sulle due figure di maggior spicco della letteratura cecoslovacca: Kafka e Hasek, che furono abili nella descrizione di una certa cupezza o un certo spirito sarcastico (forse dovuto alla commistione tra i ceppi ceco-tedesco-ebraico) che sa ridere anche delle situazione più infelici e critiche della propria realtà sociale.

La lettura è senza dubbio macchinosa nelle prime pagine: non ha una storia, non è un romanzo e volendo nemmeno un saggio. L’abitudine allo stile del libro però renderà senza dubbio il racconto più entusiasmante e la lettura più scorrevole.

Insomma, un libro straordinario perché ci consente di vivere emozioni e comprendere l’intrinseco senso di mistero presente a Praga.

E’ un genere letterario che, se ben utilizzato, può essere il più grande omaggio ad una città destinata a rimanere nei secoli.

E’ forse questo, del resto, il senso delle città.

 


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15 luglio 2009

Caccia al tesoro?

Da buon appassionato di televisione d'epoca (nota la mia completa collezione della Biblioteca di Studio Uno del Quartetto Cetra del 1964 oltrechè i numerosi sceneggiati da me visionati ai bei tempi di RaiSat Album) mi sono procurato, dopo aver visto un interessante servizio in televisione, il noto sceneggiato del 1971 "Il segno del comando".
Ho visionato negli scorsi giorni le cinque puntate dello sceneggiato in questione e sono rimasto colpito positivamente. Documentandomi ho scoperto tra l'altro che, oltre ad essere stato un fenomeno di costume, è considerato di gran lunga lo sceneggiato migliore mai girato dalla Rai.
La storia narra di un professore di letteratura a Cambridge, Edward Forster, che giunge a Roma per due motivi: deve tenere una conferenza su Byron e sopratutto, avendo ricevuto una lettera da lui, deve incontrare il pittore romano Marco Tagliaferri che aveva scritto al professore allegandogli una foto di una piazza romana: si tratta di una piazza di cui parlerebbe Byron in un suo diario, ma che secondo il prof. in realtà è una piazza solo immaginaria.
E' uno sceneggiato di cinque puntate e dunque non posso narrare la prima parte della storia come faccio solitamente coi film. Ma basta dirvi solo una cosa per creare un minimo di interesse dal punto di vista narrativo: Forster giunto a Roma scopre che il pittore Tagliaferri è morto. Ma cento anni prima.
Si tratta in effetti d un giallo/fantastico che vede nelle inquadrature gotiche il suo punto di forza. Il protagonista è Ugo Pagliai che interpreta il professor Forster. Ci sono tra gli altri il grande Franco Volpi, Carla Gravina (prima dei non eletti per il PCI alle elezioni politiche del 1979) e Massimo Girotti. Bellissime le inquadrature di Roma e le riprese esterne che hanno col passar del tempo creato un vero proprio culto per l'itinerario presente nello sceneggiato (su Youtube si trovano interessati video con le foto di tutti i set, e ci ricorda che spesso abbiamo capolavori e posti magici veramente sotto casa nostra).
E' davvero qualcosa di entusiasmante e bellissimo che vi consiglio di vedere se ne avete l'occassione.
Insomma, come ben diceva quel mio compagno di merende commentando le sfuriate della professoressa in classe, "meglio che al cinema"!


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3 luglio 2009

Morriconiana.

Come al solito, non potevo mancare questa sera al concerto di Ennio Morricone all'Auditorium di Roma.
Le emozioni erano assicurate.
L'estasi dell'oro, la Battaglia di Algeri, Abolicao, Per le antiche scale, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Nostromo.
All'uscita ho avuto modo anche di incontrare il maestro e di parlarci un istante.
La richiesta, sempre la solita: Vogliamo sentì "Un genio, due compari e un pollo"!!!


13 aprile 2009

La lunga attesa dell'angelo.

Oggi ho finito di leggere l'ultimo libro di Melania G. Mazzucco "La lunga attesa dell'angelo".
Si tratta di un romanzo storico ambientato nella Venezia del '500 negli ultimi giorni di vita di Jacomo Robusti, meglio conosciuto come il Tintoretto, uno dei più noti pittori del secolo.
Scritto in forma di monologo, Tintoretto ricorda le varie vicende della sua vita ed in particolare una destinata a cambiargli la vita: la nascita della figlia Marietta avuta da un prostituta.
Nonostante il successivo matrimonio di Tintoretto, e i successivi figli, egli avrà un rapporto privilegiato con Marietta: per assecondare il suo spirito ribelle e la sua medesima passione per la pittura la fà vivere come se fosse un uomo non destinandola al convento come sarà per le sue successive figlie.
Il rapporto tra i due sarà misterioso e molto forte, mentre il noto pittore veneziano sarà abile nell'emergere come uno dei migliori pittori della serenissima.
Lo studio che emerge dal libro è molto preciso: tutti i personaggi sono esistiti realmente e a breve uscirà un altro libro sempre della Mazzucco che tratta nel dettaglio le vicende della famiglia Robusti.
Pur essendo lodato per la buona ambientazione, sinceramente penso che un buon romanzo storico debba puntare molto sulla descrizione, a maggior ragione se si tratta di una realtà urbana, del "set" della vicenda. Secondo me l'autrice avrebbe dovuto caratterizzare l'anima misteriosa dell'"unica" Venezia per meglio poi trattare anche dell'anima misteriosa del protagonista e del suo rapporto con la figlia. Il testo è comunque molto interessante anche per approfondire la produzione pittorica di Tintoretto oltre ad alcune dinamiche della Repubblica veneziana.
Essendo un monologo non esistono discorsi diretti e la terminolgia è curata, ma al tempo stesso schietta e diretta (molto sudamericana da questo punto di vista).
Un insolito romanzo storico che, prima di esser tale, vuole essere il racconto del tormento e delle passioni di un uomo.


23 febbraio 2009

Tre discorsi politici. Frammenti di etica della responsabilità.

Oggi ho letto un libricino curato da Giorgio Fedel, docente di scienza politica all'università di Pavia, "Tre discorsi politici- Frammenti di etica della responsablità".
Si tratta appunto di una raccolta di tre discorsi: Il discorso di Maximilien Robespierre alla Convenzione nel 1792, quello di Benito Mussolini alla Camera del 1925 e quello di Bettino Craxi sempre alla Camera nel 1992.
Nel primo discorso il capo dei giacobini parla della proposta di processare il destituito re Luigi XVI° che qualche giorno prima aveva tentato una vana fuga dalla Francia. Robespierre si dice contrario al processo in quanto non è possibile processare un elemento che già di per se è incompatibile sia col nuovo ordinamento della nazione sia con lo spirito del popolo. Ne richiede infatti la morte subito, senza processo, anche perchè un processo avrebbe fatto emergere una difesa dell'ex reale con un rischio di un ritorno dei realisti sulla scena politica francese.
Il discorso di Mussolini è del 3 gennaio 1925, dopo il delitto Matteotti. Per prima cosa Mussolini dichiara di non essere il mandante dell'omicidio, e anzi si stupisce del fatto che qualcuno possa averlo acussato. Nel resto del discorso difende gli organi interni del suo partiti criticati per l'uso della violenza (la Ceka) ed elenca anche degli episodi che al contrario vedono vittime della violenza dei militanti del partito fascista.
Nel discorso di Craxi, tenuto in occasione del voto di fiducia al primo governo Amato, Craxi si dichiara sollevato di aver trovato, dopo molti mesi, un accordo per costituire un nuovo governo in quanto in politica "non c'è niente di peggio del vuoto politico". Craxi accenna anche alle prime polemiche riguardanti Tangentopoli dichiarando che il sistema è in parte illegale ed è in parte inevitabile e che nessuno può dirsi innocente da questa situazione. Conclude l'intervento elencando una serie di priorità programmatiche del nuovo esecutivo elogiando un'idea di Europa che non sia solo una comunità economica e che deve tendere ad allargarsi anche ad est, agli ex paesi della Cortina di Ferro.
Il testo è interessante appunto perchè mostra nella pratica quella che viene definita "etica della responsabilità". Si tratta di un'etica che si fa discorso ed assume i caratteri della dialettica.
Nel suo saggio introduttivo Fedel evidenzia le caratteristiche del discorso cogliendo le caratteristiche del periodo storico in cui esso è pronunciato e la concezione etica di questi discorsi.
Un saggio monotematico interessante su un tema forse sottovalutato dalla scienza politica.


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29 ottobre 2008

Ladies and gentleman, mister Burt Bacharach.

Sono di ritorno dal concerto di Burt Bacharach all'auditorium della conciliazione.
Il concerto è iniziato con 75 minuti di ritardo perchè il diluvio universale di stasera (ebbene si: abbiamo voluto emulare Venezia per qualche ora) non so quali problemi aveva creato all'Acea. Naturalmente è stato alquanto difficile spiegare il decreto Bersani al maestro americano, che veramente non comprendeva come un bene primario quale l'elettricità non fosse di competenza dell'azienda nazionale energetica.
A parte ciò, il concerto è andato benone, ed è veramente impressionante come questo 80enne sia ancora così energico ed abile.
Inutile dire che a "What's new pussycat?" ero già svenuto.
Piccola nota: Bacharach ha dato l'endorsment ad Obama.
Mica poco.


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4 settembre 2008

Letture agostane.

Tornato dalle vacanze volevo subito rendervi note le mie letture agostane:

“Firmino” di Sam Savage. Secondo in classifica dei libri più venduti del mese, la storia del topo roditore di libri che ha commosso anche Marco Follini. Parla di un topo che, a furia di mangiare libri, impara a leggere e diventa un esperto di letteratura. Un intenso omaggio in stile dickensiano alla letteratura mondiale con un velo di malinconia.

“Gita al faro” di Virginia Woolf. Capolavoro della letteratura psicologica narra, più nell’interno degli animi che nelle azioni, la vita della famiglia Ramsay in estate in villeggiatura presso la loro casa alle isole Ebridi. Una gita al faro resa impossibile dal maltempo verrà fatta, ma solo dieci anni dopo, quando le ferite della guerra e i suoi orrori avranno definitivamente lasciato un marchio alle esistenze della famiglia. Complesso nella scrittura, universale nei contenuti e nella morale.

“La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano. Premio Strega 2008 e primo libro venduto negli ultimi due mesi, si legge in un sol boccone. Narra le vicende di due giovani, Mattia e Alice, che per eventi avuti da ragazzi hanno qualcosa in comune. La controversa amicizia simile a due numeri primi, divisibili solo per 1 e per se stessi, ma divisi tra di loro da un solo numero pari. Vicini, ma non troppo per toccarsi. Grazie Giordano per averci mostrato che si può fare letteratura giovanile senza cadere nel ridicolo. O forse il suo libro aspira a mete ben più superiori ?

Chiaramente son consigliati tutti e tre.




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31 gennaio 2008

Ho finito di leggere un capolavoro

"Sinuhe l'egiziano" è un libro scritto nel 1945 dallo scrittore finlandese Mika Waltari.
Conobbi questo libro quando, qualche anno fa, mio padre me ne diede una sua vecchia copia della Bur, dicendomi che era un bellissimo romanzo.
Considerando che è un libro di oltre 500 pagine, tra l'altro con una scrittura molto piccola, ho avuto modo di leggerlo come lettura scaccia-pensieri solo durante queste vacanze di natale.
E' di gran lunga uno dei libri più belli che abbia mai letto e si annovererà trai i miei preferiti di sempre.
Narra la storia di Sinuhe, medico egiziano e del suo tempo. Le lettura sembrerà pesante all'inizio, ma pian pian ci si fa l'abitudine.
E' un libro che vi consiglio vivamente, è un assoluto capolavoro !
Tra l'altro ho scoperto che è stato fatto anche un film tratto dal libro, che cercerò di procurarmi al più presto.


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