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  lAsino Blog ufficiale di un 21enne e di ciò che resta di una gloriosa rivista
 
Diario
 










Victor Hugo


"E quelle due anime, tragiche sorelle, spiccarono assieme il volo, l'ombra dell'una confusa alla luce dell'altra."

Da "Novantatrè" di Victor Hugo




Il piu grande compositore di tutti i tempi:
Modest Mousorskij








Willy Brandt


19 febbraio 2010

Oggi, 21 anni fa, nasceva un grande statista. Domani, 50 anni fa, moriva un grande statista.

inceramente non mi pareva il caso scrivere una nota per festeggiare i primi 21 anni dell’epopea ricciardelliana che cadono oggi. Essendo le note di facebook un approfondimento su ciò che scrivevo e scrivo ancora sull’epico blog www.lasino.ilcannocchiale.

it mi sarei limitato a riportare un paio di frasi cretine ad effetto per spingere ad un più accurata riflessione sul tempo e sull’importanza della crescita.
Ma pressato e consigliato dal caro Salvatore Contino ho deciso di scrivere queste poche righe per ringraziare tutti gli amici di face book che, grazie alla mitica applicazione delle date di nascita, possono ogni giorno, oltre farsi gli affari degli altri, fare gli auguri ad amici più o meno vicini della rete.
Speriamo che questa comunanza di intenti si ripercuota sul piano sociale e politico, e speriamo di assistere ad una buona campagna elettorale in sostegno di un candidata che si rompe gli schemi, ma apposta per questo può vincere questa difficile competizione elettorale e portare la nostra regione ad essere più europea, più trasparente e più vicina alla cittadinanza.
Per quanto mi riguarda ringrazio la combriccola del circolo Pd centro storico, un circolo che negli ultimi tempi ha avuto una vita travagliata a causa della miopia di talune scelta politiche, che mi ha fatto una positiva sorpresa e ringrazio i “moralmente presenti” che loro malgrado hanno contribuito a creare un alone mitologico sulle vicende delle ultime ore.
Perché le vicende umane spesso, io penso, sono fatte dai collettivi. Dalle persone che loro malgrado hanno un contatto seppur indiretto e contribuiscono a creare una grande storia. Una grande tradizione.
E’ proprio il caso di dirlo: non sappiamo se 21 anni fa (o 46 anni fa visto il compleanno del mio gemello Paolo Masini) è nato un grande statista. Ma sappiamo che domani, 50 anni fa, ci lasciava un grande statista.


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7 gennaio 2010

Omaggio alla Catalogna.

Appena tornato da Barcellona, dove ho potuto gustare tre spassosissimi quattro giorni di presidenza di turno spagnola dell’Unione Europea, giungo per la prima volta in Italia nel nuovo decennio (anche se su questo tema potrebbero esserci infinite dispute).
E’ stato senza dubbio un viaggio molto utile per comprendere una realtà di cui spesso si sa poco: raramente infatti si sente parlare della Spagna come un paese pieno di contraddizioni. Questo mio soggiorno ha invece rafforzato questa mia tesi ed aiutato a capire meglio il fenomeno.
Sia dal punto di vista artistico, sia dal punto di vista culturale (si valuti che il sottoscritto ha avuto modo negli anni scorsi anche di visitare Madrid) si coglie una certa differenza tra lo stile catalano e quello castigliano (quindi detto “spagnolo”).
Tutte le indicazioni di Barcellona sono scritte in entrambi gli idiomi. Se entri nella Cattedrale, troverai depliant in inglese, francese, italiano, tedesco, catalano e….castigliano!
Alla casa Milà di Guadì potete spassarvela con audioguide in galiziano e basco.
Dal punto di vista culturale questa particolarità catalane la si sente ancor di più: mentre Madrid è una città “standard” che si basa su grandi viali e piazze, Barcellona ha avuto modo di sviluppare un proprio genere artistico ed architettonico che la rendono molto diversa dalla centralista Madrid.
Desiderata per anni, ma mai giunta nella storia, l’indipendenza della Catalogna appare ancora come un miraggio possibile, come un sogno ancora realizzabile nonostante i tempi siano nettamente migliori per il Regno rispetto a qualche secolo fa.
Oltre allo stile catalano la città risente anche di un “nonsochè” di francese e certi punti (mi riferisco in particolare modo all’area del Raval) mi hanno fatto pensare molto alla cara Parigi.
Una della cose principali da cercare quindi a Barcellona è l’architettura particolare. Effettivamente può essere considerata come uno dei poli d’avanguardia dell’architettura europea, ma con una leggera differenza: mentre molte città continentali, in primis Berlino, tendono ad elaborare un’architettura moderna basata sull’innovazione, Barcellona ne sviluppa una basata sull’originalità e la fantasia.
Storicamente tutto ciò è sintetizzabile con un solo nome: Gaudì.
Considerato giustamente come un eroe cittadino, la principale attrazione cittadina è proprio l’architettura del maestro catalano: la casa Battlò e quella Milà sono edifici unici che non hanno pari al mondo.
La Sagrada Familia è un imponente sperimentazione, con forse qualche speculazione turistica.
Il Parco Guell è semplicemente uno dei posti più belli del mondo.
Per il resto si tratta di una città che possiede un proprio centro cittadino di tipo medievale essendo città strategica e capoluogo di una grossa regione (nonché mancata capitale). Molto bello l’interno della Cattedrale e tutto il quartiere Gotico con una casa dell’Arcidiacono che ricorda il miglior lato di Lisbona.
Ho avuto anche modo di sostenere il Barcellona Fc andando al Camp Nou per un match con i canarini del Villareal che purtroppo si è concluso con un pareggio 1-1 con mio grande dispiacere, in quanto desideroso di ricantare con pugno chiuso quell’incomprensibile inno catalano che tratta di bandiere al vento o roba del genere mentre un vecchietto accanto a me si gustava la sua baguette con prosciutto crudo.
Ma soprattutto si coglie un’aria familiare in questa città. Visitatori contenti di visitare luoghi particolari. Apertura mentale. Un certo spirito giovanilistico che comunque la rende città attiva e divertente. Un posto dove in sostanza ti trovi a casa.
Spero di tornare a visitarla perché senza dubbio è un luogo che è rimasto nel mio cuore.


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28 dicembre 2009

Discorso di fine anno.

Cari italiani, care italiane (inserisco prima il genere maschile in quanto genere minoritario nel paese, ed in quanto cosa meno rischiosa sul fronte dei diritti d’autore).
L’anno che si sta per concludere lo posso definire dal punto di vista personale come un anno sostanzialmente positivo.
Se si bada che il punto di vista personale non può che essere legato alla mia principale attività come membro della società, ovvero lo studio universitario, che giustamente viene prima di qualsiasi altra cosa (politica in primis) posso ben definire questa annata come una annata positiva.
Pur avendo iniziato l’esperienza universitaria nel 2008, il 2009 è stato ovviamente l’anno dei primi esami e posso affermare con compiacimento che fino ad ora mi trovo in regola con gli studi.
Sono stati studi molto interessanti ma soprattutto molto utili che mi hanno confermato la scelta accademica che ho fatto come la migliore possibile.
Sul fronte politico ho assistito, come fiero militante del Pd, all’alternarsi di ben tre segretari diversi in un anno che senza dubbio appare come l’anno più concitato dell’ancora breve vita del più grande soggetto riformista e progressista della penisola.
Si incomincia a parlare (anzi: si ricomincia a parlare per l’ennesima volta in questo paese) di riforme. Ed è una cosa deprimente in quanto, l’attivismo degli ultimi giorni della maggioranza di governo, è frutto solo di sentimenti emotivi legati al momento che probabilmente hanno solo l’obiettivo di spaesare il centrosinistra su questo tema. La morale è sempre quella: il centrodestra non ha fatto la riforme dal 2001 al 2006. Inutile svegliarsi oggi come grandi riformatori, non si farà nulla in quanto l’unica cosa che interessa è il salvataggio giuridico del capo.
Sul fronte estero abbiamo osservato la strategia di Obama dello “sfruttamento del capitale politico”, con una riforma sanitaria appena approvata al Senato che è la massima prova che si tratta forse della migliore strategia possibile. Le elezioni europee di giugno e quelle in India e in Giappone hanno dimostrato che, di fronte alla crisi, le uniche due reazioni sul fronte politico sono o la chiusura in se stessi (il caso europeo che vede trionfare le forze conservatrici e di destra) o l’apertura innovativa e la scommessa del riformismo (vittorie dei democratici in Giappone e del Partito del Congresso in India).
Urge quindi un ripensamento anche identitario delle forze progressiste europee, per tornare a vincere e governare realizzando quelle riforme necessarie ai singoli paesi ed alla integrazione europea nel complesso.
Sul fronte svago è stato un anno pieno di viaggi: Vienna, Praga, Budapest e il 29 pomeriggio dovrei essere a Barcellona (da qui il mio anticipato comizio).
Se consideriamo pure la mia perenne presenza in Italia e i soliti sconfinamenti nella Città de Vaticano, posso ben dire di essere stato nel corso di un singolo anno solare in ben sei stati differenti. Un record che a maggior ragione rendo l’annata positiva.
Sul fronte calcistico forse l’anno si è chiuso con una piccola insoddisfazione: l’esonero di Pasquale Marino dall’Udinese mi dispiace moltissimo ma spero che il nuovo mister De Biasi ben rappresenti il trend in voga quest’anno che vede quasi tutti gli allenatori subentrati come vincitori. Spero comunque che il grande Marino, che ci ha regalato un anno e mezzo profondamente positivo (basti pensare ai due record in campionato e in Europa della stagione scorsa), possa continuare a collaborare con la più gloriosa società calcistica d’Italia.
Buone intenzioni per il prossimo anno forse non sta a me dettarle, ma mi accontento nell’analisi di ciò che stato un anno che, per sua stesa natura, è qualcosa di abbastanza lungo e quindi dalle varie sfaccettature.


24 dicembre 2009

Auguri di buone feste.

Cari amici, giunge il tempo del meritato riposo.
Auguro a tutti buone feste.
Ci si sente quando si può.


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10 dicembre 2009

Sul bel Danubio grigio.

Ho passato qualche giorno, sfruttando prontamente il ponte dell'8 settembre, a Budapest, capitale d'Ungheria.
E' da tempo che desideravo visitare la seconda città del vecchio impero asburgico, ed ero desideroso di captare, dopo le esperienze ceche e tedesco-orientali, i mutamenti dei paesi ex comunisti.
Da questo punto di vista ho colto una malinconia alquanto debole per la società pre-1989 come del resto avevo notato pure a Praga. In particolar modo è interessante la concezione, forse sottovalutata da noi che prendiamo in considerazione di più l'eccezione cattolica polacca, secondo cui la particolarità magiara e non indoeuropea del popolo ungherese ha rappresentanto un vero antagonismo rispetto all'egemonia sovietica e ciò si è manifestato nel 1956 e nei moti riformisti del 1989 che furono da apripista per gli eventi futuri (basti pensare all'apertura delle frontiere con l'Austria!).
Ho notato tra l'altro anche dei notevoli effetti sull'economia locale della crisi economico-finanziaria. Il fatto che l'Ungheria non sia membro dell'Eurozona porta i cittadini a correre con le proprie gambe e alcuni negozi e appartamenti in svendita ben testimoniano le conseguenze di tutto ciò.
Dal punto di vita turistico è stato molto utile visitare una città nella città: infatti il castello e la fortezza rappresentano un vero e proprio mondo a parte rispetto a tutto il resto e da questo punto di vista si può ben notare la vecchia suddivisione della città in Buda e in Pest.
Da notare tra l'altro che a differenza di Vienna, il Danubio ha un ruolo paesaggistico fondamentale nella città di Budapest, e il Ponte delle Catene è un vero spettacolo.
Unico rammarico: non essere riuscito a visitare il suntuoso Parlamento. Ma ho l'animo in pace: le autorità locali hanno dato vita impossibile da questo punto di vista. Non potevo fare di più, se non appellarmi al nostro ambasciatore.
Ma non mi sembrava il caso.


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2 novembre 2009

I migliori film della nostra vita.

 

Oggi parliamo d’altro. Basta parlare, almeno per questo pomeriggio, di politica.
Tra gli intenti del sottoscritto, oltre a scrivere un libro sulla falsariga di “Confessioni di un drogato della politica” sulla campagna elettorale per le primarie Pd 2009 (cribbio, ci sono ricascato…), c’è quello di collezionare in un unico volume le recensioni scritte da me (ebbene si: sono un critico cinematografico fallito) dei film che considero dei veri e propri “cult” o che comunque possiamo definire come “i miei film preferiti”.
Per fare questo però occorre che a qualcuno interessi quali sono i film preferiti di Livio Ricciardelli. Quindi occorre subito che il consiglio europeo, riunito a Bruxelles in queste ore, mi nomini come minimo Alto Rappresentante della politica estera europea per farmi divenire personaggio pubblico e quindi dare un seguito a questo mio progetto letterario e filmico.
A parte gli scherzi personalmente mi sono avvicinato alla mondo del cinema, da semplice osservatore, abbastanza di recente. Ciò ha stupito molti dei miei interlocutori che, sentendosi dire per la quarta volta che è fondamentale ricordare gli anni d’uscita delle singole pellicole e che è fondamentale ricordarsi i nomi degli attori che interpretavano “I magnifici 7”, pensavano ad una mio antico legame con la settima arte.
In realtà, se mi è consentito spingermi fino a questo punto, il mio avvicinamento al cinema che oggi mi spinge a definirmi “cinefilo”, è iniziato nell’anno solare del 2006. E consentitemi di dire che è stata una vera e propria educazione sentimentale, a tratti la definirei come un’iniziazione erotica, che mi ha tenuto molta compagnia e che non speravo di ottenere mai.
E mi scuso coi benpensanti.
Detto questo ci tenevo a pubblicare l’elenco dei film che nel corso di questo triennio ho avuto modo di definire “cult”. Potere trovare tutti i generi di vari paesi, avendo gusti vari, e alcuni titoli a tratti da intenditori. Sono film che mi hanno fortemente emozionato o hanno scatenato molto la mia ilarità.
Mi piacerebbe avere un parere degli amici di Facebook su questa lista e stimolare un dibattito, che può essere molto utile anche per quei miei lettori che non arrivano al numero delle dita di una mano.
Insomma, ditemi cosa ne pensate. Facciamo una bella discussione “filmica”.

L’elenco è in ordine puramente casuale e sono 47 titoli. Riporto il nome della pellicola, l’anno di realizzazione e il nome del regista:

-C’era una volta il West (1968) di Sergio Leone.
-Lawrence d’Arabia (1962) di David Lean.
-Apocalypse Now (1979) di Francis Ford Coppola
-Jules e Jim (1962) di Francois Truffaut.
-Fitzcarraldo (1982) di Werner Herzog.
-Nosferatu: il Principe della notte (1979) di Werner Herzog.
-Rebecca, la prima moglie (1940) di Alfred Hitchcock.
-Giù la testa (1971) di Sergio Leone.
-C’era una volta in America (1984) di Sergio Leone.
-Ciao Pussycat (1965) di Clive Donner.
-James Bond 007-Casino Royale (1967) di John Huston, Val Guest, Ken Hughes, Joseph McGrath e Robert Parrish.
-Per un pugno di dollari (1964) di Sergio Leone.
-Per qualche dollaro in più (1965) di Sergio Leone.
-Il buono, il Brutto, il Cattivo (1966) di Sergio Leone.
-Il dittatore dello stato libero di Bananas (1971) di Woody Allen.
-Prendi i soldi e scappa (1969) di Woody Allen.
-1941: allarme a Hollywood (1979) di Steven Spielberg.
-Il dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba (1964) di Stanley Kubrick.
-Adele H., una storia d’amore (1975) di Francois Truffaut.
-Un genio, due compari e un pollo (1975) di Damiano Damiani.
-Il mio nome è Nessuno (1973) di Tonino Valerii.
-Ehi amico…c’è Sabata, hai chiuso! (1969) di Gianfranco Parolini.
-E’ tornato Sabata…hai chiuso un’altra volta! (1971) di Gianfranco Parolini.
-Indio Black, sai che ti dico: sei un gran figlio di… (1971) di Gianfranco Parolini.
-Canone inverso (2000) di Ricky Tognazzi.
-Nuovo Cinema Paradiso (1988) di Giuseppe Tornatore.
-Il conformista (1970) di Bernardo Bertolucci.
-La Battaglia di Algeri (1966) di Gillo Pontecorvo.
-Fantasia (1940) di James Algar, Ben Sharpsteen, David D.Hand Samuel Armstrong, Ford Beebe, Norman Ferguson, Jim Handley, T. Hee, Wilfred Jackson, Hamilton Luske, Bill Roberts e Paul Satterfield.
-Metti una sera a cena (1969) di Giuseppe Patroni Griffi.
-Il Gabinetto del dottor Caligari (1920) di Robert Wiene.
-Colazione da Tiffany (1961) di Blake Edwards.
-E…ora qualcosa di completamente diverso (1971) di Ian McNaughton.
-I predatori dell'Arca perduta (1981) di Steven Spielberg.
-Saludos Amigos (1942) di Norman Ferguson, Wilfred Jackson, Jack Kinney, Hamilton Luske e Bill Roberts.
-Profumo di donna (1974) di Dino Risi.
-Z-L’orgia del potere (1969) di Costantin Costa-Gavras.
-Gli insospettabili (1972) di Joseph L. Mankiewicz.
-Il Giardino dei Finzi-Contini (1970) di Vittorio De Sica.
-Il maratoneta (1976) di John Schlesinger.
-Monty Python - Il senso della vita (1983) di Terry Gilliam e Terry Jones.
-Il settimo sigillo (1957) di Ingmar Bergman.
-Quarto Potere (1941) di Orson Welles.
-Un uomo per tutte le stagioni (1966) di Fred Zinnemann.
-Umberto D. (1952) di Vittorio De Sica.
-Cantando sotto la pioggia (1952) di Stanley Donen e Gene Kelly

Ecco qui.
Chiaramente sono a disposizione per qualsiasi chiarimento o informazione.


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permalink | inviato da Livio Aznar il 2/11/2009 alle 22:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


2 agosto 2009

Asse asburgica.

Torno or ora da un viaggio di 8 giorni, metà passato a Praga e metà a Vienna.
Nella città boema ho avuto modo di respirare un certo spirito gotico, chiaramente accompagnato da un nuovismo dovuto alla nuova vocazione turistica della città, mentre nella capitale austriaca mi sono trovato in una città che inevitabilmente non poteva che essere grandiosa e che tra l'altro risulta essere un grande esempio di buon governo amministrativo.
Insomma, conferisco ora alla città di Vienna il titolo di "città più ospitale del mondo".
Detto questo ho fotografato le sedi del Partito Comunista di Boemia e Moravia e del Partito Socialdemocratico d'Austria, arrivando alla conclusione che in Cechia non vinceremo mai e che in Austria l'unica speranza per uscire dall'impasse proporzionalistica è l'attivismo del cancelliere Werner Faymann (decisamente una persona di cui fidarsi!).
Un bellissimo tour mitteleuropeo per respirare l'ambiente di una grande impero che, per un curioso scherzo del destino, ora è diviso in paesi medio-piccoli, seppur rispettabili.
Conseguenze dei vari suicidi del nostro continente e della miopia di classi dirigenti imperiali.


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1 luglio 2009

Anniversari.

Un anno fa esatto diventavo maturato.




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15 aprile 2009

Così parlò Calderoli /2.

Oggi sempre il padre della "porcata", Roberto Calderoli, ha fatto un'altra dichiarazione stupefacente: "Il mancato accorpamento del referendum non è una Bossi tax, casomai stiamo parlando di una Franceschini tax e di una Guzzetta tax: sono loro i promotori del referendum".
Se è per questo non lo è anche Alleanza Nazionale un promotore del referendum (esatto: proprio quelli seduti accanto a Calderoli nelle divertenti riunioni del consiglio dei ministri) ?


10 aprile 2009

Tifare Udinese (ovvero: come complicarsi la vita).

Come in molti sapranno il calcio nostrano ha oggi una sola rappresentante in Europa: si tratta della gloriosa Udinese, la dominante de Friuli, che sta disputando la coppa Uefa e si sta attirando la giusta "sympathy" di tutto il paese.
Oggi ha perso in trasferta 3 a 1 col Werder Brema, squadra dalla grande fisicità, e dovrà lottare fino all'ultimo per tentare di qualificarsi alle semifinali di coppa nel ritorno della partita.
E' stato incredibile il gran numero di palloni non messi in rete da parte della squadra friuliana a differenza delle poche azioni tutte concretizzate da parte dei tedeschi (e ricordo che l'Udinese ha giocato, come del resto contro l'Inter domenica, una buona partita).
Una zampata finale di Quagliarella ha riaperto però uno scontro che altrimenti sul 3-0 non avrebbe avuto senso.
Vediamo come finirà la gara del Friuli, con trepidazione. Sapendo che spesso, quella squadra dalle maglie bianconere, è nei momenti più difficili che mostra se stessa.


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